Semplice, complicato e complesso: come riconoscerli.

Sono 3 le grammatiche predominanti che popolano questo mondo. Si chiamano Semplice, Complicato e Complesso. Vivono pacificamente nel nostro corpo, nelle nostre case, nelle nostre famiglie e nella vita tutta.

Saperle riconoscere, significa essenzialmente avere l’opportunità di iniziare a parlare 3 lingue diverse, imparare a muoversi e ad agire sulla base di 3 diverse dialettiche. Vediamole insieme, una alla volta.

A questo mondo esistono contesti semplici. Che però non significa siano facili.

Appartengono a contesti semplici tutte quelle dinamiche che prevedono una relazione di causa ed effetto chiara e ripetibile tra le parti coinvolte. Dalla notte dei tempi, ad esempio, se lancio un sasso in aria poi cadrà per effetto della forza di gravità, con l’arrivo dell’alba il buio farà spazio alla luce, se piove il terreno si bagna e se tira vento le foglie voleranno nella sua stessa direzione.

Riconosciamo questo contesto perchè di fatto le relazioni di causa ed effetto tra la parti sono chiare, evidenti e prevedibili. Quello che dobbiamo tenere a mente è che in un contesto semplice so che se metto in moto l’azione A – lancio un sasso in aria – poi mi troverò ad affrontare il risultato B – il sasso cadrà a terra.

Dopo la notte arriva il giorno e così via.

Così è e così sarà. Amen.

A questo mondo esistono anche contesti complicati.

La parola complicato deriva dal latino plicum – con pieghe – e richiama l’idea di qualcosa che così come può essere piegato può essere spiegato. Il contesto del complicato, infatti, afferisce a tutto ciò che è regolato da norme e processi.

La lavatrice è complicata. Così come lo è un’automobile, un computer o una macchinario industriale.

Se la macchina cattura luce e immagini esiste un perchè e anche un come

A differenza di tutto ciò che è semplice, le dinamiche che si celano dietro un sistema complicato non sono visibili e comprensibili da tutti. Le relazioni di causa ed effetto tra la parti esistono, ma sono rintracciabili solo da chi ha occhi, sapere ed esperienza tali da saper comprendere quel determinato dominio. Ragione per cui se qualcosa non va con la mia macchina, la porto dal meccanico e non dall’idraulico.

Ci sarebbe altro da dire, ma per adesso andiamo oltre.

Approdiamo nel mondo delle cose complesse. Quindi, non sono complicate.

La parola complesso deriva dal latino complexus – stringere, comprendere e abbracciare – e riporta la mente a tutto ciò che si manifesta come risultato e unione di più parti, o meglio delle relazioni che esistono tra le parti stesse.

Noi come essere umani, ad esempio, siamo essere complessi. Siamo un ecosistema che vive grazie e attraverso le milioni di creature che ospitiamo e le relazioni che esistono tra i nostri organi i quali captano i nostri bisogni e rispondono di conseguenza.

Ogni squadra è molto di più della somma dei suoi giocatori

La nostra complessità rimane invariata anche dal punto di vista delle emozioni, delle attitudini e delle nostre credenze che emergono come risultato della nostra salute fisica e psicologica, di quello che abbiamo appreso in famiglia, a lavoro, a scuola e nello sport, passando per le relazioni che abbiamo avuto e coltivato e ancora per le sfide accettate, perse e vinte. Siamo il risultato di tutto quello che abbiamo attraversato.

Così come complessi sono i mercati all’interno dei quali operano le organizzazioni, le organizzazioni stesse, le famiglie, le coppie, la crescita personale e professionale di una persona.

Come riconoscere qualcosa di complesso? Beh, fateci caso… è sempre vivo. E tutto ciò che è vivo cambia, cresce e si trasforma in modi che non sono prevedibili.

Qualcuno può davvero sapere come e quanto cambieremo dopo un viaggio intorno al mondo, l’arrivo di un cane, di un figlio o un partner, dopo quella promozione tanto attesa? Ecco, questa è un’altra cosa a cui badare. Se mentre osserviamo qualcosa e non siamo certi se sia complicata o complessa facciamoci questa domanda: posso sapere come sarà tra 6 mesi o 10 anni? Se la risposta è no, allora siamo di fronte a una questione complessa.

Com’è il mondo ora visto così?

Approfondimento:
>> The Cynefin Framework

Photo Credits:
>> Nicolas Thomas
>> Jessica Ruscello
>> Steven Lelham
>> Twinsfish

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